Saggio finale: Fenice e le ceneri

Strano ma vero: l’ultima settimana del secondo anno qui a Spilimbergo è finito. Con un altro saggio finale, stavolta con tanta libertà nella scelta di realizzazione, materiali e tecnica. “Stammi lontano” era il tema, con l’intenzione di fare un lavoro il cui soggetto si riconosce solo da una certa distanza.

Avevamo sei giorni per finire il lavoro, accompagnati da 32 gradi e pieno sole.

Devo dire che il tempo fuori ci stava abbastanza bene con il mio soggetto: una fenice che sale dalle ceneri, creata da filetti di pietra vulcanica, lavorato in 3D.

Perché tutto questo? Storia un po lunga.

Magari vi ho già detto che sono molto legata a Napoli, la città dove si trova un teatro in ogni angolo, dove si sente un’energia che secondo me esiste anche per la vicinanza del Vesuvio. È la città natale di mia madre dove ho trascorso un anno di studi e ho scoperto la mia metà italiana, che diciamo a questo punto si limitava all’ordinare gelato e pizza in italiano. È la città che ha un fascino di una metropoli araba e, nonostante tutti i suoi problemi, non riesce a nascondere la sua bellezza. È la, nel Museo Nazionale e a Pompei, dove sono rimasta affascinata dei mosaici romani, e quindi mi sentivo di fare un mosaico che è legato alla città.

La prima cosa che mi è venuto in mente era creare una Pulcinella, personaggio del teatro della commedia dell’arte che rappresenta il vero spirito del popolo napoletano che sa come vivere bene con poco, e anche a dover affrontare mille problemi sorride sempre. Per creare questa Pulcinella, ho voluto usare un materiale dalla zona, e con il Vesuvio alla porta era chiaro che doveva essere pietra lavica. Così ho comprato 15 chili di pietra lavica, e cominciai a sperimentare.

Con il tema del saggio in mente, ho provato diversi modi di lavorazione e di usare il materiale ma non mi piaceva mai il risultato perché la pietra perdeva le sue caratteristiche.

Quindi ad un certo punto ho deciso di lasciarmi guidare dal materiale stesso, senza obbligo di un soggetto definitivo. Ho tagliato il materiale in tutti i modi per poi finire a fare fettine sottili (anche perché i miei sperimenti e il fatto di usare un po di materiale per il ritratto, i 15 chili si erano già diminuiti un po) di circa 3-4 mm. Ed ecco, all’improvviso, vi erano pezzi di forme irregolari, con una superficie liscia, in varie tonalità e con dettagli che richiamano il carbone o vetro. Con queste forme subito mi sono venute in testa mille idee. Ma prima di tutto un uccello e poi questa fenice che sale dalle ceneri.

Con i filetti di lava di diverse tonalità, texture e forme, ho creato la fenice basata su un disegno dell’illustratrice inglese Amy Holliday.

Nella galleria sopra vedete anche un po di foto dei altri lavori fatte in classe mia che saranno esposti a scuola durante l’estate. Il materiale dei lavori è così variegato come i progetti stessi: con vetro, ceramica, gesso, spilli e viti, il tema ha portato una bella diversità.

È stato un anno con progetti veramente belli ed impegnativi e un’insegnante di mosaico che è piena di idee ed ispirazione. Lunedì torno in Germania per una settimana e poi vado di nuovo in Francia per lavorare con Emilie Baudrais come l’anno scorso.

Ah, poi volevo dirvi: il progetto con Pulcinella non sarà dimenticato. Lo terrò in mente e certamente troverò il modo di farlo.

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