Art Nouveau e rovescio su carta

Il nostro lavoro dopo la pausa natalizia qui a Spilimbergo è iniziato: siamo tornati al metodo indiretto rovescio su carta (o se preferite Facchina). A differenza della tecnica Facchina già presentata (diciamo 1.0) dello scorso anno, che nei suoi andamenti corrisponde molto al romano (cioè tessera di contorno e tutto ciò che ne consegue), adesso siamo alla versione 2.0, che è molto più libera. Gli andamenti sono piuttosto indicazioni basali e gli spazi con essi creati vengono poi riempiti con le tessere che variano notevolmente nelle loro dimensioni, un po’ come nello stile bizantino dell’ultimo progetto.

Come sempre c’era un piccolo warm-up per imparare la nuova tecnica ed il modo di riempimento degli spazi. Dopo il training abbiamo iniziato il vero progetto che fa parte di una trilogia di mosaici basati su delle locandine di Alphonse Mucha, l’artista ceco del tardo 19° secolo, uno dei personaggi più importanti dell’Art Nouveau. L’anno scorso, con gli allievi della classe superiore, la mia insegnante Evelina della Vedova aveva già lavorato sul primo progetto di Mucha, la Claire de Lune. Ora stiamo per interpretare L’Étoile Polaire.

Per me, questo  significa: mescolare verdi, grigi, beige e marroni in marmo, ceramica, e tesori da antichi produzioni della Bisazza in modo da creare il tessuto fluente della donna polare, imitando trasparenza, dato che il suo abito rivela un po’ di carnagione.

Non sono una grande fan del rovescio su carta, questo è sicuro,  ma mi piace il nuovo modo in cui mescoliamo i colori e la libertà che deriva dalla posa moderna, inoltre a differenza dello scorso anno in cui il lavoro speculare e preciso dell’indiretto era abbastanza difficile, quest’anno tutto mi riesce con maggiore facilità.

Esercizi: Andamenti e riempimento dello spazio nella tecnica moderna.
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